CRITICA - annalauradiluggo

Vai ai contenuti
Andrea Viliani
Direttore
MADRE. Museo d’arte contemporanea Donna Regina

Blind Vision, che ha ricevuto il Matronato della Fondazione, è il titolo dell’articolato progetto di Annalaura di Luggo presso l’Istituto per non vedenti e ipovedenti Paolo Colosimo di Napoli, in cui l’artista scandisce fra loro i piani della ricerca scientifica e sociale, della registrazione fotografica e dell’interazione performativa.

Vincenzo Trione
Critico d'arte
La Lettura - il Corriere della sera

È il caso di Annalaura di Luggo. Che, nel 2019, ha intrapreso una sfida coraggiosa. Una mostra di arte pubblica, dislocata in alcuni tra gli spazi più significativi di Napoli. Nella Galleria Umberto I ha allestito un monumentale albero fatto di scarti di alluminio; di fronte al Maschio Angioino ha installato un arco fragile e luminoso anch'esso di alluminio; in piazza Santa Caterina ha collocato un albero metallico policromo; nel cuore dei Quartieri Spagnoli ha presentato una scultura specchiante occupata da zoomate su occhi, che sembrano fissare lo spettatore. Occorre non limitarsi a descrivere questi interventi, che risultano piuttosto ingenui e talvolta «accademici». Bisogna ripercorre invece il lungo processo di cui questi lavori sono l'approdo.

Paul LASTER
Professore art &design college Savannah

Riproponendo in grande scala l’immagine dell’occhio di una persona, Annalaura immortala l’intero universo in una forma circolare. L’iride si arricchisce di una moltitudine di colori atmosferici e la pupilla diventa un metaforico buco nero. Grazie al formato gigante, le sue immagini mettono a nudo il carattere individuale di ciascuno dei suoi soggetti con la stessa attendibilità di un’impronta digitale, mentre rivelano un’essenza della loro interiorità.

Stephen Knudsen
Professore art &design college Savannah

Ci sono momenti in cui Annalaura chiude gli occhi quasi per immedesimarsi con chi sta intervistando. Quando due persone siedono così vicino, gli odori e il respiro si mescolano per comunicare qualcosa a livello molecolare. Entrambi i partecipanti vestono di nero e la stanza è avvolta nell’oscurità più totale. Le uniche forme illuminate sono le due teste, che diventano come iridi pronte a ricevere la luce prima della retina, e galleggiano in una sorta d’oscurità infinita.

Timothy Hardfield
Critico d'arte
Hyperallergic

Annaluara Di Luggo, an artist based in Naples, elevates these concerns in Blind Vision, a remarkable and ground-breaking performative installation, curated by Raisa Clavijo. Her contribution investigates how deep misconceptions can run, when language and environment encourage the preconception that the blind and visually impaired community are somehow more limited than the rest of us.
Raisa Clavijo
Critico d'arte
Direttore Artpulse

Blind Vision è parte di Occh-IO/Eye-I, un progetto più ampio con cui tu hai iniziato a fotografare l’iride di persone di diversi profili socioculturali. Partendo da questo punto, Occh-IO/Eye-I si è sviluppato in vari progetti artistici, che hanno coinvolto visioni del mondo ed esperienze differenti. Iniziamo parlando di come è cominciato tutto. Annalaura di Luggo - Occh-IO/Eye-I è un’operazione artistica che ha l’obiettivo di cogliere e restituire in forma “amplificata” un aspetto peculiare dell’identità che appartiene ad ognuno: “l’occhio”, con una evidenza sulla parola “IO” per evocare proprio quella singolarità di cui è portatore ciascun individuo.

Raisa Clavijo
Critico d'arte
Direttore Artpulse

La missione dell’artista è di generare riflessioni e attirare l’attenzione su temi, idee e situazioni che, in quanto ordinarie, potrebbero passare inavvertite. Ne Lo spirituale nell’arte, Kandinsky parlava dell’artista come di un individuo privilegiato, un osservatore e decodificatore dell’ambiente dotato della capacità di identificare, visualizzare e assimilare stimoli esterni, di processarli, passarli al vaglio della creatività e di restituirli sotto forma di opere d’arte, poiché la vera arte, più che riprodurre la realtà, incoraggia lo spettatore a scoprirne un aspetto potenzialmente impercettibile alla vista. L’opera di Annalaura di Luggo si basa sul riconoscimento del valore dell’essere umano come “unico e irripetibile”, così come unico e irripetibile è il modo in cui ognuno di noi percepisce il mondo.

Paco Barragàn
Critico d'arte
Artishock

Uno jamás se plantea esta hipótesis o ese escenario. Sería demasiado terrible al estar nuestro entendimiento del mundo condicionado por lo visible, estando el tacto, el gusto, el oído y el olfato relegados a un papel secundario. Con todo, estos pensamientos me sobrevinieron cuando estaba inmerso en la instalación Blind Vision de la artista Annalaura di Luggo hace unas semanas en el Instituto Colosimo de Nápoles, una institución para ciegos y personas visualmente impedidas.

Stefano Biolchini
Critico d'arte
Il sole 24 ore

L’artista, un vero ciclone di determinazione e impegno dietro una maschera minuta, non è certo nuova a iniziative dirompenti. Già il suo progetto Blind Vision, con installazioni che hanno coinvolto dall’Istituto Colosimo al Carcere minorile di Nisida, con il progetto Napoli Eden (Forte della curatela di Francesco Gallo Mazzeo), si è impadronita di alcuni dei luoghi più suggestivi della città.

Francesco Gallo Mazzeo
Critico d'arte

Astrazione è quella che parte da un punto, da un orizzonte, da un quid e non si sa dove arriva, perché essa è la città di tutti, ma non è perdizione, non è caos, non vana illusione, ma punto nell’universo in cui ognuno troverà il suo cielo e incontrerà il suo destino, magari con lo stesso Agostino che verga Civitate Dei , mentre dialoga con se stesso, con l’uno, col tutto.

Francesco Gallo Mazzeo
Critico d'arte

Napoli è sconfinata, non ha basso, non ha alto, non ha destra, non ha sinistra, non ha orizzonte, non ha muri, non ha niente di tutto quello che è normale, scontato, narrabile, spiegabile, giudicabile. Il suo epico romanzare è un sublime che tocca tutto, fugge tutto, scatenando un’invisibile forza, una sconosciuta potenza, che si può dire con la poesia, con la canzone, con la musica, con i larghi sorrisi della gioia, come con i lunghi pianti della tristezza.

Francesco Gallo Mazzeo
Critico d'arte

Annalaura di Luggo, è l’artefice designante e designata di questa osservazione natalizia che non vuole essere affogata nella retorica, ma si propone come prova del nove che sappia mettere insieme il presente-passato, il presente-presente, il presente-futuro, perché a dominare deve essere la vita, la fede, la speranza, che è un modo di stare nella tradizione o nella classicità, con sperimentazione, con innovazione, altrimenti non resta che il tradizionalismo folcloristico e il classicismo mortuario.

Stanley Isaacs
Scrittore, produttore e regista

L’onore di condividere pensieri e idee con Annalaura è stato davvero stimolante e, a mio parere, Annalaura è chiaramente uno delle più dotate forze creative nel mondo dell’arte contemporanea di oggi.

Luciano Garella
Soprintendente archeologia, Belle Arti e paesaggio per il comune di Napoli

L’arte invade la città di Napoli. Questo è il senso esteriore ma anche il vero significato delle idee e del linguaggio dell’artista che marca e caratterizza con le sue sculture tridimensionali alcuni degli spazi urbani, aperti o chiusi che siano, più rilevanti della città non escludendo da questa contestualizzazione alcuni particolari suoi interstizi spaziali. Le sculture/installazioni allora vogliono essere simboli ma anche segni di un forte richiamo etico ad alcuni dei valori che dovrebbero permeare la nostra società, eticità che l’artista avverte con forza essere la propria.

Bruno Colella
Regista

Da qui, tra i vicoli dei quartieri e dalla gioia degli scugnizzi, si sviluppa un grande messaggio d’amore per l’ambiente e per la città. Annalaura di Luggo, con Napoli/Eden, è protagonista di una nuova sfida, nel segno e nel sogno dell’arte.

Nanni Zedda
Regista

Alla fine spero di essere riuscito a restituire quella connessione empatica che Annalaura ha stabilito durante le interviste e attraverso le sue fotografie, che non si limitano a esplorare l’iride della persona, ma si addentrano nella sua anima, creando un’opera d’arte unica, in tutti i sensi. Entrare in contatto con questi compagni di viaggio è stato naturale e immediato. Raccontarli con la macchina da presa è stata una profonda emozione e sono infinitamente grato a loro e ad Annalaura per un’esperienza spirituale cosi arricchente per la mia vita e per la mia carriera.



© Annydi 2020
Torna ai contenuti