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INTRO-SPECTIO - Annalaura di Luggo

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INTRO-SPECTIO (STAGLIENO)
2022 (III vers. 2024)
stampa diretta su dibond, fori, plexiglas retrostampato
cm 70x100

[...] Il passo successivo per di Luggo è stato aprire il ciclo delle Intro-Spectio alla rappresentazione di soggetti della storia dell’arte la cui narrazione fa riferimento all’assenza di sguardo: personaggi ciechi, volti velati, sculture dal volto consumato, soggetti con gli occhi chiusi. [...] Tra gli Intro-Spectio troviamo anche ritratti di tre quarti con lo sguardo rivolto in senso opposto rispetto alla torsione della testa, come accade nell’autoritratto di Sofonisba Anguissola o nel quadro in cui Elisabetta Sirani si è autorappresentata mentre dipinge il ritratto del padre. L’espediente dà a chi osserva l’opera l’impressione di essere seguito dallo sguardo del soggetto. Una sensazione preclusa ai non vedenti, siano essi il soggetto ritratto siano essi persone rivolte verso l’opera. E ancora: di Intro-Spectio (Staglieno), del 2022, di Luggo ha realizzato due versioni. Nella prima ha inserito un’iride azzurra in una stampa in scala di grigio di una scultura simbolista di Onorato Toso, parte di un monumento funebre che si trova nel cimitero di Staglieno. L’inquadratura riproduce solo parzialmente l’angelo dal corpo femminile che si copre gli occhi con la mano. Nella seconda versione, la medesima inquadratura ha il biancore di un’immagine investita da un accecante bagliore di luce. In entrambe le versioni l’iride è sul petto dell’angelo e le linee di rilievo maggiormente colpite dalla luce suggeriscono un movimento rotatorio. Il taglio dell’immagine rende ambiguo il gesto dell’angelo, che per Toso, che lo ha scolpito sdraiato su una tomba, è di disperazione. Come si evince, rendere ambiguo il significato dell’immagine presa in prestito dalla Storia dell’arte, pur senza sottrarla alla sua narrazione originaria, è la strategia che consente a di Luggo di porre in evidenza come l’essere umano può trovare le risorse per rendere la propria vita ricca di luce.

Demetrio Paparoni

[...] Unendo fra loro «i piani della ricerca scientifica e sociale, della registrazione fotografica e dell’interazione performativa», l’artista propone da anni un’indagine che si avvita attorno alla storia dell’occhio – «je voudrais une Histoire des Regards» ha fortemente desiderato Roland Barthes nelle prime pagine della chambre claire – per dar vita a lavori che se da una parte assorbono al loro interno alcuni luoghi e nomi della storia dell’arte (si pensi almeno all’ampio ciclo INTRO-SPECTIO del 2022-2024, dove sfilano immagini prese a prestito dalla statuaria greco-romana, da Bernini, da Germaine Richier, da Hélène Bertaux o da Adèle d’Affry), dall’altra si avvita attorno a installazioni multimediali dove gli sguardi diventano specchio sulla cui seducente superficie si muovono corpi, immagini d’un firmamento performativo fatto di aggregazione, di adesione, di dinamismi didattici. [...]

Antonello Tolve

[...] Sono paesaggi, architetture o capolavori del passato e del presente, da rintracciare oltre la patina scura attraverso cui aspettano di essere svelati. [...] Quei fori sulla superficie [...] sono il ventre della vista o un antro del cuore, un grembo di luce: qui si annidano iridi di uomini e animali, fotografati da Annalaura di Luggo con una macchina fotografica da lei brevettata. L’opera struttura così uno o più livelli che ripropongono una piattaforma creativa capace di svilupparsi su terreni differenziati ma in perfetta assiduità dialettica. Che siano stampe fotografiche, plexiglas o Dibond, queste opere si organizzano per piani paralleli, allineamenti o asimmetrie che cambiano secondo il punto di vista dell’osservatore, rinnovando innumerevoli situazioni sceniche. La tradizione novecentesca dello spazialismo dialoga con le più recenti pratiche mediali, dando vita ad un al di qua ed un al di là che non è una risposta elusa o un discorso finito ma lo specchio reale della condizione umana che non ha senso se non con il proprio esistere, percepire, vedere. [...]

Marcello Palminteri
© 2025 Annalaura di Luggo
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